La cronometro: quando resti solo contro il tempo
La cronometro è la prova più solitaria del ciclismo: senza riferimenti, ogni corridore si confronta solo con il tempo e con se stesso.
La cronometro è la prova più solitaria del ciclismo: senza riferimenti, ogni corridore si confronta solo con il tempo e con se stesso.
Le prime uscite lunghe in primavera sono fondamentali per costruire la resistenza: ritmo, alimentazione e progressione fanno la differenza.
L’Alpe d’Huez è una delle salite più iconiche del ciclismo mondiale. Con i suoi celebri 21 tornanti e un pubblico che trasforma la strada in un anfiteatro, questa montagna è diventata uno dei simboli del Tour de France. Qui ogni curva racconta una storia e ogni attacco può entrare nella leggenda.
La Milano-Sanremo è la classica più lunga del ciclismo: una corsa di attesa che si decide negli ultimi chilometri sul Poggio.
Nel ciclismo basta il vento laterale per cambiare una corsa: i ventagli spezzano il gruppo e trasformano una tappa tranquilla in una battaglia decisiva.
Allenarsi in zona 2 non significa andare piano, ma imparare a durare. È in questo ritmo controllato e costante che si costruisce la vera resistenza, quella che permette di restare in gara quando la fatica aumenta.
In una salita lunga non vince chi parte forte, ma chi sa restare. Gestire il ritmo, ascoltare il corpo e resistere quando la fatica cresce è ciò che permette di arrivare davvero in cima.
Non tutte le carriere finiscono sul podio.
Molti ciclisti professionisti si ritirano in silenzio, lontano dalle telecamere.
Un racconto sul lato invisibile del ciclismo e su chi spegne la luce senza applausi.
L’incidente del 2022 ha cambiato per sempre la carriera di Egan Bernal. Questo articolo racconta il suo percorso di recupero, tra riabilitazione, ritorno in bici e resilienza oltre il traguardo.
Quando finisce la carriera, resta una domanda semplice e difficile: chi sei senza la bici. Il ciclismo invisibile dopo il ritiro