Come gestire le forze in salita: l’errore che fanno quasi tutti i ciclisti

Ci sono errori che un ciclista può commettere una volta.

E poi ci sono quelli che rischia di ripetere per anni.

Uno dei più comuni riguarda la salita.

La strada comincia a salire, le gambe sembrano rispondere bene e l’entusiasmo prende il sopravvento.

Si aumenta il ritmo.

Si rilancia l’andatura.

Si prova a stare con chi davanti sembra andare più forte.

Poi, dopo pochi chilometri, arriva il conto da pagare.

Il respiro si fa corto.

Le gambe diventano pesanti.

E la cima, che sembrava vicina, improvvisamente appare lontanissima.

Foto di Pablo Guerrero su Unsplash

Il problema non è la salita

Molti pensano che il problema sia la durezza della salita.

In realtà, spesso il problema è come la affrontiamo.

Quando la pendenza aumenta, il corpo ha bisogno di alcuni minuti per adattarsi allo sforzo.

Partire troppo forte significa consumare energie preziose proprio nel momento in cui dovremmo conservarle.

È un errore che colpisce soprattutto gli amatori, spinti dalla voglia di fare bene o di tenere il passo degli altri.

La regola dei primi cinque minuti

Un consiglio semplice può cambiare completamente il modo di affrontare una salita.

I primi cinque minuti dovrebbero essere i più controllati.

Anche quando le sensazioni sono buone.

Anche quando sembra di poter andare più forte.

Lasciare che il corpo trovi il proprio ritmo permette di gestire meglio la fatica e di avere ancora energie quando la salita entra davvero nel vivo.

Spesso chi sale meglio non è chi parte più forte. È chi riesce a mantenere un passo costante fino alla fine.

Una filosofia che ricorda quanto il metodo conti spesso più delle qualità naturali, come abbiamo raccontato nell’articolo “Talento o metodo? Fin dove può migliorare davvero un ciclista amatoriale”.

Ascoltare il respiro

Oggi molti ciclisti guardano watt, frequenza cardiaca e velocità.

Sono strumenti utili.

Ma esiste un indicatore che non sbaglia quasi mai: il respiro.

Se durante una salita non riesci più a pronunciare una frase breve senza affanno, probabilmente stai spendendo più energie del necessario.

Imparare ad ascoltare il proprio corpo resta una delle abilità più importanti per chi vuole migliorare.

Meglio agilità che forza

Un altro errore frequente è affrontare la salita con un rapporto troppo duro.

La sensazione iniziale può essere quella di avere più spinta.

Ma nel lungo periodo il costo energetico aumenta.

Pedalare con una cadenza più agile permette di distribuire meglio lo sforzo e di affaticare meno la muscolatura.

Non significa girare a vuoto.

Significa trovare un equilibrio che permetta di arrivare in cima senza svuotarsi completamente.

La salita si vince negli ultimi chilometri

Molti ciclisti perdono la salita nei primi minuti.

Chi la gestisce bene, invece, spesso riesce ad aumentare il ritmo proprio quando gli altri iniziano a rallentare.

È una differenza che non nasce dalla forza.

Nasce dalla gestione delle energie.

Perché in salita non conta soltanto quanto motore hai.

Conta soprattutto come decidi di usarlo.

Dove il ciclismo continua anche fuori dalla corsa.